La vetrina di febbraio 2018

La vetrina, oltre a presentare il prodotto, ha sempre un richiamo al periodo dell’anno: questa ha la freschezza che anticipa il vento marzolino.

 

ottica stellina vetrina febbraio 2018

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lenti progressive si o no?

ottica stellina dandys

 

Sulle lenti progressive c’è molto interesse; da una parte il costo non indifferente rappresenta un piccolo investimento e richiama tanti “venditori”, dall’altro proprio per cercare di capire, si ascoltano le mille chiacchiere di esperienze dirette o riportate sul chi ce l’ha fatta e chi no.

Pensavo di scrivere un post molto completo, analizzando le domande che mi fanno i clienti poi ho pensato che no, inutile scrivere una guida frutto della mia esperienza e buttarla nel mare di internet. Allora chiarirò ogni dubbio a chi entrerà in negozio mentre qui mi limiterò ad alcuni consigli di carattere generale di cui potrete far tesoro.

Iniziamo col dire che le lenti progressive, per come le sappiamo costruire oggi, sono molto lontane dalla perfezione; piuttosto rappresentano un buon compromesso per chi ha bisogno degli occhiali da lontano e degli occhiali da vicino o per lettura. Se rientrate un questa categoria allora il discorso può interessarvi eccome.

Alcune semplici “regole”:

  • Gli occhiali con lenti progressive hanno bisogno di essere portati sempre, quindi se avete intenzione di indossarli soltanto nel momento del bisogno, bè forse questo tipo di lenti non fa per voi.
  • Al cervello serve un po’ di tempo per adattarsi alla visione che offrono queste lenti, quindi pazienza, non abbiate fretta ed aspettate almeno 15 giorni prima di trarre conclusioni. Nel frattempo, per chiarimenti e supporto ci siamo noi, quindi venite in negozio: farete domande che altri hanno già fatto prima di voi, ecco perché conosciamo le risposte.
  • La gradazione gioca un ruolo fondamentale nella scelta delle lenti progressive; potrebbero non essere le lenti più adatte a voi, al momento, su questo aspetto vi guiderà l’ottico.
  • Lo stile di vita e le richieste visive, sono importanti e non vanno sottovalutate per cui dobbiamo parlarne ed analizzare i pro ed i contro che la scelta delle lenti progressive comporterebbe.
  • Lo sviluppo delle lenti progressive continua da oltre 50 anni e la strada è ancora lunga. Le lenti più moderne – e più costose – hanno superato i difetti delle generazioni precedenti. Ovvero, non sono lenti su cui fare economia.
  • Se comprate una lente progressiva che costa poco avrete in cambio molto molto molto poco.
  • Per aiutarvi nella scelta delle lenti progressive serve un ottico che sappia il fatto suo ed abbia anni di esperienza; il fai da te qui non paga perché ci sono mille aspetti che non potete conoscere e valutare, così come non pagano le offerte al ribasso proposte dalle catene e da personale formato solo per vendere vendere vendere.

Le lenti progressive vanno cucite secondo le necessità visive personali, serve capire e confrontarsi con l’ottico che lo ricordo, è il tecnico. Insomma non sono un prodotto che si può acquistare dallo scaffale visto il ruolo che la visione ricopre nel nostro organismo.

Prego.

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colorare lenti da vista già montate

20171021 ottica stellina campionario colore

 

Ricevo spesso telefonate da chi legge il mio precedente articolo sulla colorazione delle lenti da vista, per avere chiarimenti. Ne approfitto allora per aggiungere qualche informazione e completare così il quadro.

Se è vero che il processo di colorazione delle lenti oftalmiche è piuttosto semplice come lavorazione tecnica, bisogna specificare che viene eseguito prima di ogni altro trattamento. Questo significa che nella stragrande maggioranza dei casi, perché praticamente tutte le lenti oggi hanno almeno il trattamento indurente oppure il trattamento antiriflesso, non si riuscirà più a colorarle una volta montate sugli occhiali.  Non c’entra tanto il fatto che la lente sia sagomata – vi ricordo che “nasce” tonda – ma piuttosto perché ormai ingloba trattamenti per migliorare la visione, che però la rendono NON colorabile.

Insomma la decisione di colorare le lenti va preso al momento dell’ordine, facendosi consigliare dall’ottico su quali siano quelle possibili o più indicate.

Nella foto sopra un attuale (2017) campionario colori per lenti da vista infrangibili nuove, non ancora sagomate. A sinistra I classici colori: grigio marrone e verde, nelle tonalità più chiare in alto fino ad arrivare alle tonalità più scure verso il basso; nella pagina di destra invece sono racchiuse le nuove colorazioni in alto le specchiature, mentre nella parte bassa ci sono alcuni campioni di possibili, diverse, sfumature.

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occhiali Trussardi: bentornati.

Trussardi è uno dei marchi storici della moda italiana, fondato nel 1911 ha raggiunto il suo massimo successo negli anni 90, e dal 2000 i figli di Nicola, prematuramente scomparso, dirigono l’azienda. Oggi Tomaso e Beatrice continuano il lavoro di consolidamento ed innovazione del marchio.
In questo contesto si inserisce la nuova partnership in strettissima collaborazione con la DeRigo per la produzione e la distribuzione di occhiali. La storia recente ci ha insegnato che per riuscire a trasportare uno stile anche negli occhiali serve che chi sa produrre sia a contatto con chi disegna “il marchio”. L’occhiale è prima che un accessorio di moda, un dispositivo medico per migliorare la vista: ha quindi dei requisiti tecnici da soddisfare prima ancora di risultare piacevole e bello. Il fatto che dalla parte di Trussardi ci sia una proprietà chiara ed identificabile è un altro vantaggio. Quante volte marchi di moda di proprietà in mano a fondi di investimento non sono riusciti a riprodurre l’anima del marchio per mancanza in primis di referenti all’altezza del compito, prepararti più sulla finanza che non sulla moda e le dinamiche produttive e distributive.

trussardi ottica stellina

 

 

 

Trussardi occhiali mancava da qualche tempo nei negozi e così si è preferito fare un’operazione rilancio che getti le basi per rientrare in un mercato così completo e dinamico come quello dell’occhialeria. Negli ultimi anni, almeno in Italia, pensare a Trussardi faceva un po’ operazione nostalgia e lo relegava comunque ad un’immagine appannata, quasi un nobile decaduto o una bella donna che gli anni migliori erano lontani. Quando mi hanno proposto questa nuova collezione debbo dire che mi ha lasciato abbastanza tiepido; insomma non ne sentivo la mancanza, né la necessità. Però, ho voluto guardare e toccare con mano gli occhiali per capire se era un’ennesima operazione rilancio oppure se c’erano le basi per sviluppare finalmente una linea di occhiali che rappresentassero e per davvero una “firma” legata alla moda. Volevo anche capire se la modellistica avesse un’impronta riconducibile all’idea collettiva che abbiamo di Trussardi oppure fosse una trasposizione dei modelli già presenti negli altri numerosi campionari di DeRigo. Succede spesso che modelli “di moda” siano presenti con leggere differenze in tutti i campionari perché “vendono”; alla fine perdono l’identità e la personalità che trasformano un occhiale in un’icona che sarà ricordata anche negli anni a venire.

 

trussardi ottica stellina

Ho guardato il campionario e mano a mano che i modelli si svelavano, la curiosità cresceva come la soddisfazione di vedere una collezione articolata ma non banale. Si c’è qualche errore di gioventù, qualche modello uscito ancora acerbo che stona insieme agli altri già più maturi, ma in complesso ci siamo come linea e bilanciamento dell’insieme: forma, colore, armonia.

La parola d’ordine è “eleganza” unita allo stile sobrio e pulito che ben conosciamo. La scelta dei materiali è un operazione importante e si è puntato sulla qualità senza inutili sofisticazioni. Ecco allora la celluloide perfettamente levigata, con colori che richiamano tempi lontani ma in abbinamenti moderni, con grande attenzione ai particolari, per creare oggetti da scoprire ed indossare con piacere. Soffermandosi sui particolari come ad esempio le cerniere non si può che ammirare l’estrema pulizia unita ad una robustezza a cui non eravamo più abituati. Sono rifiniti così bene che danno quasi l’impressione di essere pezzi unici, lavorati e abbinati uno ad uno con l’esperienza dei nostri maestri di occhialeria, piuttosto che il risultato di lavorazioni in serie, e che serie!

 

trussardi ottica stellina

Nelle montature niente è lasciato al caso e dopo le necessarie accortezze perché queste risultino comode, si è pensato a renderle ancora più gradevoli e sicure ed i terminali delle aste sono stati oggetto di un lungo studio per trovare la forma adatta a fornire una calzata che permetta di essere indossato da mattina a sera senza farsi sentire. Insomma si è cercato di trasportare la passione e la competenza che hanno reso famoso il marchio Trussardi anche nei più piccoli dettagli, senza risparmiare energie, cercando di migliorare più possibile il prodotto finito.

Condivido la scelta di presentare una collezione con pochi modelli ma ognuno frutto di un lungo lavoro di ricerca e test con l’idea dei piccoli passi: ci sono quindi occhiali da uomo e da donna, da vista e da sole, ma in tutti emerge l’eleganza e lo stile Trussardi.
Un design senza tempo che piacerà sia a coloro che già lo conoscevano, così come ai più giovani che magari lo sceglieranno proprio per le stesse caratteristiche che ne hanno decretato il successo in tutto il mondo.

 

trussardi ottica stellinaPer finire i prezzi, volutamente contenuti anche per una firma: oscillano infatti tra i 150 ed i 185 euro, sia per i modelli da vista che per quelli da sole.

A questo punto non mi resta che invitarvi in negozio, così potremo finire la chiacchierata.

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prova polar mistral ultra

Durante le escursioni in bicicletta, colgo l’occasione per testare gli occhiali da sole; le diverse condizioni di luce mi permettono di “raccontarli” meglio ai clienti. Non c’è niente di meglio che una bella prova sul campo per verificare comfort, protezione, resistenza e praticità. Se a questo aggiungiamo un tester professionista avremo la ricetta ideale.

Lo scorso novembre ho compiuto l’intero circuito permanente dell’ Eroica in tre giorni. Il meteo è stato molto clemente ed ha alternato il sole pieno, ai nuvoloni bianchi con squarci di sole, fino al sole coperto dietro le nubi. Situazioni di luce molto differenti ma che rappresentano in pratica tutte le combinazioni possibili in cui poter usare l’occhiale da sole.

Per l’occasione ho scelto un modello leggerissimo, molto comodo per andare anche in bici, ma dalla linea elegante e sportiva piuttosto che tecnica. Insomma un occhiale che si può indossare in tutte le occasioni: al lavoro come in vacanza, in auto ma anche in barca o in montagna. La scelta è caduta su Polar modello Mistral Ultra con montatura in nylon estremamente leggero ed elastico, inoltre ha le aste con cerniera a pressione ovvero senza viti: se l’asta si stacca la si riaggancia a mano. Insomma abbastanza resistenti e adatti all’uso intenso che avevo in mente. Il primo con montatura nera monta lenti infrangibili polarizzate colore marrone/verde specchiate in blu. Il secondo con montatura verde scuro, monta lenti infrangibili polarizzate di colore verde sfumato. Li ho scelti perché da una parte la lente specchiata e dall’altra quella sfumata mi garantivano di coprire tutte le combinazioni di luce.

La calzata è pressoché perfetta, merito del nylon che grazie all’elasticità riesce ad adattarsi e risultare comodo quasi ad ogni viso. Inoltre avendo la memoria di forma non si allarga e resta sempre aderente e stabile senza esercitare pressioni fastidiose. Si dice _calza come un guanto_, ecco proprio così. Il primo giorno, col cielo ancora coperto dalle piogge della notte, ho optato per quello verde con lenti più chiare e sfumate. Il verde filtra lo spettro luminoso lasciando passare i toni più caldi, e non da mai l’impressione che la lente sia troppo scura. Questo è molto comodo quando si passa rapidamente dalla luce all’ombra, come succede scendendo in un bosco con la bici. Qui però le strade sono perfette e la visibilità non è mai un problema per cui posso analizzare la resa e la protezione di queste lenti senza patemi. Il primo giorno il meteo è variabile: ha piovuto quasi due giorni ma ora la situazione volge verso il bello. Parto con le nuvole grigie e scure ma poi spunta un po’ di sole e va tutto meglio: i colori restano naturali grazie alla leggera tonalità di grigio delle lenti, la vista rimane riposata e anche senza il sole vedo bene dove metto le ruote. La protezione è ottima e non ho mai la sensazione siano lenti troppo chiare anche per chi, come me, ama le lenti piuttosto scure. Il primo giorno finirà con la pioggia ma ormai il sole era tramontato e gli occhiali non mi servivano più.

Il secondo giorno il sole splende nel cielo pulito dal vento fresco e terso. Con curiosità provo l’occhiale con lenti a base marrone/verde specchiate in blu. Che spettacolo! I colori sono sempre caldi ma più “naturali” e nonostante la lente sia tinta unita e per giunta specchiata non ho la sensazione sia troppo buia. Alterno l’uno all’altro ed alla fine della giornata debbo dire che preferisco quello specchiato. Intendiamoci, non uno bene e l’altro no ma piuttosto una preferenza. Le lenti sfumate si sono rivelate molto più protettive di quanto pensassi, le tonalità restituite sempre fedeli e la visione sicura in ogni situazione. Però se dovessi indicarne solo uno la mia preferenza andrebbe alle lenti specchiate. Avessi avuto solo quello con le lenti sfumate non me ne sarei lamentato.

Il terzo giorno il meteo è variabile ed alterna momenti di sole pieno ad altri in cui è nascosto dalle nuvole. Indosso l’occhiale con lenti specchiate blu ed anche nei momenti meno luminosi mi trovo davvero molto bene. Lo cambio con quello a lenti verde sfumato. Quando il sole splende nessun problema, visione riposata e colori caldi ma piacevoli come già notato il giorno prima. Appena il sole si nasconde dietro ad una nuvola la visione rimane sempre nitida e le ombre leggere. Molto bene. Quindi esame superato a pieni voti da entrambi, anzi se debbo essere onesto non mi aspettavo che le lenti sfumate fossero così protettive.

 

 

Una volta tornato in negozio ho eseguito i test di laboratorio con lo spettro fotometro. L’analisi spettrografica mostra quanta luce lasciano passare le lenti. Com’era prevedibile le lenti specchiate trattengono più luce e sono quindi più scure 🙂 quelle sfumate però non sono da meno. Le lenti sfumate filtrano il 28% della luce visibile confermando l’ottima sensazione che avevo avuto, mentre quelle specchiate offrono una protezione maggiore e sono particolarmente indicate soprattutto per chi si trova in luoghi con forte irraggiamento o necessita di alta protezione. Entrambe le lenti offrono un’ottima protezione per cui la scelta può essere guidata da altri fattori come non ultima l’estetica, sicuri di avere sempre gli occhi più che protetti e la visione nitida sia con l’uno che con l’altro.

 

In definitiva due occhiali davvero ben riusciti che vi consiglio in ogni situazione: sport o tempo libero o protezione per chi lavora all’aria aperta non fa differenza. Ottimo scudo e schermo per i nostri occhi da indossare in mille situazioni diverse.

Dal vostro tester è tutto, alla prossima e… Buon Anno!

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halloween e lenti a contatto

 

cornea_fluo_ottica_stellina

 

Come ogni anno con l’avvicinarsi di Halloween ecco che ricominciano le richieste di lenti a contatto particolari, per completare un travestimento o migliorarne l’effetto. Ne esistono un po’ di tutte le fogge: bianche con la pupilla da rettile, oppure con spirali rosse e gialle, a ragnatela, a margherita, a cuoricino ok credo di aver reso l’idea.

Il succo è che sono sempre lenti a contatto e quindi anche se l’uso è occasionale, prima di poterle indossare bisogna eseguire controlli, verifiche, prove, come per le solite lenti a contatto. Quindi non è come acquistare un deodorante dallo scaffale, grazie e arrivederci. NO. Va rispettata tutta la trafila per cui il medico oculista concede il nulla osta all’applicazione di lenti a contatto, il contattologo (io) esegue le misure necessarie, stabilisce e verifica che tipo di lente a contatto sia più idonea; poi, sempre il contattologo, insegna a inserire e rimuovere le lenti a contatto. Quando il paziente ha acquisito l’indipendenza farà un periodo di prova che dura alcuni giorni e tornerà dal contattologo per altri controlli e verifiche: la lente ha un buon comportamento nell’occhio? il paziente ci vede bene? Se paziente e contattologo sono entrambi soddisfatti, siamo alla fine ed abbiamo travato la lente ideale. Altrimenti, si prova un altro tipo di lente fino ad arrivare quella che soddisfi entrambi.
Internet é piena di notizie circa esperienze drammatiche con questo tipo di lenti a contatto, ma anche se sarebbe facile prenderle ad esempio, credo si tratti di episodi molto sfortunati, probabilmente resi possibili da situazioni particolari. Non mi piace fare allarmismo, preferisco spiegare i rischi a cui si va incontro per ignoranza e leggerezza. Una volta informati diventa più semplice fare una scelta consapevole.

Questo bel pistolotto per far capire che “tanto le metto solo due ore” è un ragionamento che cozza contro tutto quello che vi ho raccontato e quindi anche quest’anno, non prenderò ordini per lenti da Halloween.

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